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Brevetto PEM

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BREVETTO PEM

Il Pistone Elettro Magnetico, contraddistinto dagli identificativi 202016000087453 e 202021000000260, in seguito denominato PEM, rappresenta un dispositivo composto da Bobine di Comando e Nucleo. Viene impiegato per la realizzazione del Motore ad Impulsi del quale si trova una descrizione in questo portale.

Una caratteristica interessante del ritrovato da non sottovalutare consiste nel sistema di realizzazione delle Bobine di Comando.

Prendendo come riferimento la Fig.2 è possibile individuare facilmente le caratteristiche più importanti del sistema di pilotaggio.

Quello che mi preme sottolineare è il fatto che grazie all'avvolgimento in controfase delle due bobine otteniamo un sistema quasi completamente immune dai disturbi elettromagnetici, infatti per dimostrare tale fenomeno è sufficiente ricorrere alla legge di Hopkinson per le grandezze magnetiche. Data una corrente che scorre attraverso un conduttore avvolto a spira ne deriva un flusso magnetico (Ø) che viene indotto all'interno di essa, tale fenomeno può essere equiparato al comportamento delle grandezze elettriche riassunto nella famosa legge di OHM.

Dato un sistema ideale con due bobine accoppiate (B1 e B2) e contrapposte negli avvolgimenti ne deriva che ØB1+ØB2=0. Se ai capi delle due bobine in serie applichiamo un segnale impulsivo esso si ripartisce in parti uguali sulle due bobine le quali reagiscono con un impulso opposto al segnale di eccitazione. Il flusso magnetico risultante dai due impulsi elettrici di disturbo (Øimp) su ogni bobina sono, a loro volta, di segno opposto tra loro a causa del diverso senso di avvolgimento e questo comporterà ai capi della serie un valore nullo (ØimpSerie = ØimpB1+ØimpB2 = 0) dimostrando l'annichilimento dei disturbi magnetici risultanti riferiti ad ogni cilindro.

E' riprovato che i disturbi elettromagnetici sono tanto elevati quanto più alte sono le grandezze elettriche in gioco ma mentre per gli impulsi di corrente inversa sono messe in atto contromisure ormai efficienti, per i disturbi di carattere magnetico non esistono ancora soluzioni efficienti ad eccezione delle schermature hardware. Naturalmente avendo a che fare con un sistema reale dove le caratteristiche costruttive fisiche ed elettriche delle bobine non sono mai esattamente equivalenti avremo una generazione dei disturbi magnetici pari, in valore assoluto, alla somma algebrica fra i due disturbi delle singole bobine, valore che comunque risulterà notevolmente ridotto rispetto ai sistemi tradizionali.

Posso affermare che tale soluzione potrebbe essere adottata anche per tutti i casi in cui è necessario l'utilizzo di solenoidi, per esempio per la realizzazione di relè o teleruttori.

Non solo, il seguente ritrovato potrebbe dare grandi soddisfazioni anche nel campo dell'audiotecnica e nella realizzazione dei motori elettrici tradizionali.

Per quanto riguarda invece i sistemi di trasformazione elettrica (ovvero per la realizzazione di trasformatori di tensione) è necessario un ulteriore approfondimento.

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